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sabato 21 gennaio 2017

Murzitti : dolcetti abruzzesi

Buonasera amici e amiche care,
non ho dimenticato di avere un blog di cucina (e non solo)...ma il tempo è stato davvero tiranno!!
Dunque, a Natale sono andata a trovare i miei cari a Borgorose,(clicca sul nome per saperne di più!), un piccolo paesino della provincia di Rieti, ma ai confini con l'Abruzzo, nella zona del Cicolano, per i più esperti in geografia!!
Ho mangiato bene e in particolare i dolcetti che vi propongo: " i murzitti",




nome che credo derivi da "morsetto", tanto sono piccoli e buoni, da mangiarsi in un sol boccone!!Sono fatti con una classica sfoglia per all'uovo, tirata e riempita con miele, noci e volendo anche mandorle, tritate grossolanamente, uvette ammollate nell'acqua e poco cacao amaro.
Tornata a casa, qui in Puglia,

martedì 29 dicembre 2015

Panettone salato farcito

Lo so, sono un pò indietro con la "tabella di marcia", ma le vacanze natalizie sono "vacanze" per metà!! Il resto, solo corse e stress!! E così eccomi a voi dopo i bagordi di Natale!!
Ecco cosa ho preparato per la cena della vigilia: il panettone gastronomico!!

Il panbrioche l'ho comprato, poi l' ho farcito!!
Davvero buono, anche se più adatto ad un buffet che ad una cena, dove sulla tavola troneggiano leccornie di ogni genere...Gnam gnam!
Non mi dilungherò sulla spiegazione, ma vi invio il link di un blog esplicativo clicca qui per vederlo. Poi potrete farcirlo come più vi piace!! L'importante è, dopo averlo "smontato", "rimontarlo" correttamente!!
Buon proseguimento ...

domenica 4 gennaio 2015

Corona di Natale

Buon anno!! Anche la ricetta che sto per presentarvi l'ho vista fare in tv: la corona di Natale!!

In realtà altro non è che un panbrioche salato a forma di corona, da "sfornare" durante le feste di Natale e anche se ormai è passato, il clima ancora è di festa nell'attesa

lunedì 29 dicembre 2014

Chicche di Natale

Ciao a tutti! Come avete trascorso il Natale? Spero serenamente  e in famiglia, come la sottoscritta...
La ricetta di oggi (anzi le ricette), in realtà non prevederà ingredienti e dosi ma solo "la vista"... Oggi, infatti, ho lavorato in

lunedì 22 dicembre 2014

Gnocchetti dolci natalizi

"Anche quest'anno è già Natale..." e io non potevo mancare all'appuntamento presentandovi, in primis, l'albero di casa mia!!
Albero di casa mia

Manco da un pò e qualcuno si è sentito trascurato ma, bando alle ciance, e veniamo a noi.
Come sapete, dalle mie parti, il 22 novembre scorso le festività di Natale sono iniziate con le consuete pettole, la cui ricetta troverete qui poi, giorni fa, ho fatto gli gnocchetti dolci seguendo

domenica 7 settembre 2014

Parrozzo abruzzese

Ehilà!! Eccomi di nuovo qui!! Finalmente, da quanto tempo!! Ebbene, dopo le vacanze in Umbria, sul lago Trasimeno, sono tornata a lavoro e il tempo è stato davvero poco per mettermi ai fornelli e anche il clima non mi ha certo incoraggiata!! Ieri però ho fatto il dolce che sto per proporvi. Di cosa si tratta?  Di un dolce tipico abruzzese, pescarese per la precisione: il Parrozzo!
Tradotto in italiano significa "pane rozzo"  e tale doveva essere in origine. Poi fu un pasticciere a "trasformarlo" nella versione dolce, talmente buono che il sommo poeta Gabriele D'Annunzio, buon intenditore di

sabato 28 dicembre 2013

Il Tronchetto di Natale


Ceppo intero

Miei cari, a me gli occhi, please!Ecco cosa ho preparato, per voi, questa mattina! Dei dolci natalizi "di casa mia", fa parte anche"Il Tronchetto di Natale". In realtà, è un dolce tipico della tradizione francese, con un suo significato preciso:con la classica forma di ceppo di legno, durante la sera del 24 dicembre riscalda, simbolicamente, il Bambino Gesù! Certamente, pur nella sua semplicità, prevede una lavorazione un pò lunga, ma una volta all'anno ce lo possiamo permettere!
La sua preparazione comprende tre fasi di realizzazione:

lunedì 9 dicembre 2013

"Le sannacchiudere"

Che Natale sarebbe, per noi tarantini, senza i dolcissimi "sannacchiudere", che in italiano significa "si devono chiudere"? Li ho preparati questa mattina per la mia mamma che, abruzzese di nascita, non li sa fare!! Non sono altro che degli gnocchetti fritti, ricoperti di miele e codette colorate.
Somigliano un pò agli struffoli napoletani o ai porcedduzzi salentini, ma i nostri non prevedono uova e lievito chimico. Tutti ottimi, però!
Ricette, in merito, ce ne sono tante. La mia, che utilizzo da sempre, è quella della mia zia Rosetta, ormai ottantenne. La sua ricetta è su 1 kg di farina, ma all'epoca, in casa, erano davvero tanti.
Io, invece, mi sono limitata a dimezzare le dosi, adattandole alla "famiglia media" di oggi.
Sono, anche, un gradito pensiero per amici e parenti!!




Sannacchiudere tarantini


Ingredienti
  • 500 g di farina 00
  • 100 g di olio di oliva a crudo o sfumato con buccia di arancia (fatto raffreddare)
  • 1/2 bicchierino di  liquore anice
  • 1 arancia spremuta
  • un pò di garofano e cannella(facoltativi)
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 1/2 cubetto di lievito di birra fresco (o una bustina di liofilizzato), sciolto in un pò di acqua o vino bianco tiepidi.
Per decorare
  • miele(circa 300/400 g), diluito con poca acqua calda
  • confettini o codette colorate
Procedimento
Nella farina a fontana(iniziate sempre con meno di 500 g) versate, man mano, tutti gli ingredienti, fino a formare un panetto liscio e morbido. L'impasto, se necessario, può essere lavorato con acqua o vino bianco, caldi.
Formate, così, dei bastoncini ( come per gli gnocchi) che dividerete a tocchetti.
Ogni tocchetto, andrà inciso leggermente con l'indice. Le più pratiche, li passano sulla parte liscia della grattugia!! Io noooo!!
Infine, friggeteli, pochi per volta, perchè si gonfiano, in abbondante olio di semi. L'olio caldo, non bollente!
Devono risultare dorati.
Scolateli bene su carta assorbente e,

venerdì 22 novembre 2013

Pettole di Santa Cecilia

Oggi, 22 novembre,  per noi tarantini è un giorno  importante: Santa Cecilia!
Patrona dei musicisti, S. Cecilia dà l'avvio alle festività natalizie: fin dalle prime ore del mattino, infatti, è possibile ascoltare la banda con le sue meravigliose pastorali natalizie, il cui suono si confonde con l'odore delle pettole, semplici frittelle ricoperte di zucchero.
Io le ho preparate questa mattina e ve le mostro, dandovi anche la ricetta da me "rivisitata" negli anni.

Ingredienti:
- 500 g di farina 00 (oppure metà manitoba e metà 00)
- un cucchiaino di sale (mai vicino al lievito!)
- un cubetto di lievito di birra o una bustina di liofilizzato, sciolto in
  un pò di acqua tiepida con 1 cucchiaino di zucchero, acqua tiepida
  (io aggiungo anche latte) quanta ne raccoglie, fino ad ottenere un
  impasto morbido e liscio, NON un panetto!

Procedimento:
L'impasto deve essere lavorato e "sbattuto" con una mano per un pò, fin quando risulti liscio, NON liquido, ma deve attaccarsi alla mano "a nastro", come diceva  mia nonna.
Coprirlo bene e farlo lievitare almeno 1 ora.
Trascorso questo tempo, mettere sul fuoco una padella con abbondante olio di arachide (è l'unico in grado di dorare bene e mantenere le alte temperature); quando l'olio sarà caldo versarvi le pettole, cioè palline, più o meno sferiche, che otterrete prendendo un pò di impasto con un cucchiaio.
Qui, ogni "donna tarantina" utilizza la sua tecnica: la mia è la più pratica, proprio come me!
Quando saranno dorate, scolarle e cospargerle di zucchero semolato.
Buon appetito!!

martedì 19 novembre 2013

Treccia di Natale salata

Ricettina della vigilia di Natale

Tra poco festeggeremo il Santo Natale e così ho pensato di regalarvi questa ricetta che vi farà fare bella figura con i vostri ospiti.
Personalmente, ogni anno sono solita portarla a casa dei miei parenti la notte di Natale.
E'  di buon augurio, perchè un pò dolce e un pò salata come la Vita, fa bella figura al centro della